Il tuo problema

Mani che si spaccano

Eczema delle mani: la sede più esposta del corpo, e quella in cui il mestiere conta più della pelle.

Le mani sono l'unica parte del corpo che laviamo decine di volte al giorno, immergiamo in detersivi, esponiamo al freddo e usiamo per lavorare. Quando la barriera cede, il quadro è sempre lo stesso: pelle secca e ruvida, arrossamenti, e ragadi dolorose nelle pieghe delle dita o sui polpastrelli, che si riaprono ogni volta che la mano si piega.

La storia clinica, qui, vale quanto l'esame. Parrucchieri, operatori sanitari, addetti alle pulizie, cuochi, meccanici, chi lavora in edilizia: sono categorie in cui l'eczema delle mani è frequente, e non per fragilità individuale ma per esposizione. Anche i guanti, che sembrano la soluzione, possono contribuire: l'occlusione prolungata macera la pelle, e in alcuni casi è il materiale stesso a dare problemi.

C'è un punto in cui questa pagina si ferma e serve la visita: distinguere un eczema irritativo da uno allergico. Il primo dipende dal danno accumulato e migliora riducendo l'esposizione; il secondo dipende da una sostanza precisa, continua finché quella sostanza è in giro, e si identifica con i test allergologici, che eseguiamo nella sede di Siena. Trattare il secondo come il primo significa mesi di creme mentre la causa resta in tasca.

Se migliora in ferie, la causa è al lavoro

È l'osservazione più utile che il paziente può portare in visita, e quasi nessuno pensa di riferirla. Un eczema delle mani che si attenua durante le vacanze e ricompare nei giorni lavorativi indica che l'esposizione professionale ha un ruolo, e questo cambia l'approccio: non basta trattare la pelle, va modificato ciò che la aggredisce — prodotti, guanti, frequenza dei lavaggi. Prova a ricordare come stavano le tue mani l'ultima settimana di ferie: è un dato clinico.

Come si manifesta

  • Pelle delle mani secca, ruvida, ispessita
  • Ragadi dolorose nelle pieghe delle dita o sui polpastrelli
  • Arrossamento e prurito, a volte vescicole
  • Peggioramento nei giorni lavorativi e miglioramento in ferie
  • Sanguinamento delle fissurazioni con i movimenti
  • Coinvolgimento tipico del dorso delle mani più che dei palmi

Come procediamo

  1. 1Visita dermatologica: sede, aspetto, andamento settimanale e stagionale
  2. 2Ricostruzione dell'esposizione: lavoro, prodotti, guanti, lavaggi
  3. 3Distinzione fra eczema irritativo e allergico
  4. 4Test allergologici quando la storia lo richiede (eseguiti nella sede di Siena)
  5. 5Terapia e misure di protezione, con controllo a distanza

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Domande frequenti

Devo usare i guanti?+

Dipende, e non è una risposta evasiva: i guanti proteggono dal contatto ma se indossati a lungo creano un ambiente occluso che macera la pelle, e in alcune persone il materiale stesso è parte del problema. La regola pratica è usarli per il tempo necessario e non oltre, con un sottoguanto in cotone quando l'uso è prolungato. Quale materiale scegliere è una delle cose che si decidono in visita, non in corsia al supermercato.

Le ragadi si riaprono sempre: come le chiudo?+

Perché una ragade guarisca serve che il bordo resti accostato, e su una mano che si piega e si lava continuamente questo non accade quasi mai. Per questo la gestione non passa solo dalla crema: conta proteggere meccanicamente la fissurazione e ridurre drasticamente i lavaggi nella fase acuta. È anche la ragione per cui le ragadi delle mani guariscono lentamente rispetto alla stessa lesione altrove.

Il gel disinfettante peggiora?+

Su una pelle già compromessa può bruciare parecchio, soprattutto dove ci sono fissurazioni, e l'uso molto frequente contribuisce alla secchezza. Va detto però che in diversi contesti il gel è meno aggressivo del lavaggio ripetuto con acqua e sapone, che rimuove più lipidi. La scelta fra i due non è ideologica: si fa in base a quante volte al giorno serve e a cosa si tocca.

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