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Puntini rossi sulla pelle

Angiomi rubino: piccole lesioni vascolari benigne, e il mito del fegato.

Sono puntini di un rosso vivo, tondi, di pochi millimetri, a volte lisci e a volte lievemente in rilievo. Compaiono soprattutto su tronco, addome e braccia, aumentano di numero con l'età a partire dai trent'anni circa, e sono lesioni vascolari benigne: piccole proliferazioni di capillari, niente di più.

Vale la pena affrontare subito la convinzione più diffusa, perché è molto radicata e riguarda l'organo sbagliato. Gli angiomi rubino non sono un segno di sofferenza del fegato. La lesione che è stata associata alle epatopatie è un'altra ed è riconoscibile: lo spider nevo, che non è un puntino pieno ma ha un vaso centrale da cui partono ramificazioni a raggiera, e che impallidisce se si preme al centro per poi riempirsi di nuovo. Sono due cose diverse, e confonderle porta a preoccuparsi per la lesione sbagliata.

Il motivo per cui le persone li portano in visita è quasi sempre estetico — sono visibili in costume, o semplicemente sono aumentati e la cosa mette a disagio. Sono trattabili in ambulatorio, e la scelta dell'approccio si fa guardando la lesione: dimensione, rilievo e sede contano più della quantità.

C'è però un quadro rosso che non rientra in questa pagina ed è giusto distinguerlo. Una lesione rossastra comparsa di recente, che cresce rapidamente e sanguina con facilità anche per un trauma minimo, non ha il comportamento di un angioma rubino: va guardata, e va guardata presto. Non è la stessa cosa, e la differenza la fa il medico, non l'aspetto raccontato a memoria.

Non c'entrano con il fegato: quella è un'altra lesione

È forse la convinzione più diffusa sulla pelle, e riguarda due lesioni che si somigliano solo nel colore. L'angioma rubino è un puntino rosso pieno, uniforme, e aumenta di numero semplicemente con l'età. Lo spider nevo — quello storicamente associato alle malattie del fegato — ha un vaso centrale con ramificazioni che si allargano intorno e impallidisce alla pressione per poi riempirsi da capo. Distinguerli è immediato per chi li guarda con lo strumento giusto, e il risultato pratico è opposto: nel primo caso non c'è nulla da approfondire, nel secondo il discorso è diverso.

Come si manifesta

  • Puntini rossi tondi, di pochi millimetri, a margini netti
  • Superficie liscia o lievemente rilevata, di colore rosso vivo
  • Sedi frequenti: tronco, addome, braccia
  • Aumento progressivo del numero con l'età
  • Assenza di prurito, dolore e desquamazione
  • Possibile sanguinamento se la lesione viene urtata o graffiata

Come procediamo

  1. 1Visita dermatologica con esame dermatoscopico delle lesioni vascolari
  2. 2Distinzione fra angiomi rubino, spider nevi e altri quadri rossi
  3. 3Esclusione delle lesioni rosse che meritano un percorso diverso
  4. 4Trattamento ambulatoriale delle lesioni, quando richiesto per motivi estetici
  5. 5Controllo dopo il trattamento e valutazione di eventuali nuovi elementi

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Domande frequenti

Me ne stanno venendo molti in poco tempo: devo preoccuparmi?+

L'aumento del numero con il passare degli anni è il comportamento atteso di queste lesioni e di per sé non indica nulla. Quello che merita attenzione non è la quantità ma il singolo elemento che si comporta diversamente dagli altri: uno che cresce in fretta, che cambia forma, che sanguina ripetutamente senza essere stato urtato. È il criterio che vale un po' per tutte le lesioni cutanee — conta chi stona, non quanti sono.

Uno mi sanguina ogni volta che lo tocco: posso toglierlo?+

Sì, ed è una delle ragioni più concrete per trattarli: una lesione in una sede esposta a sfregamento, come la cintura o il reggiseno, può sanguinare ripetutamente ed essere un fastidio reale. Prima però va guardata, perché il sanguinamento facile è anche una delle caratteristiche di lesioni rosse diverse dall'angioma rubino. Non è un motivo per allarmarsi: è il motivo per cui si guarda prima di trattare.

Dipendono dal sole?+

Non nel modo in cui dipendono dal sole le macchie o le cheratosi attiniche. Gli angiomi rubino compaiono anche in sedi abitualmente coperte e il fattore che pesa di più è l'età. Questo non toglie che la fotoprotezione resti raccomandata per ragioni indipendenti da queste lesioni: semplicemente, non è la leva su cui agire per evitare che compaiano.

Dopo il trattamento ne vengono altri?+

Possono comparire nuovi elementi in altre sedi, perché la tendenza a svilupparli rimane e aumenta con l'età: è la stessa logica di molte lesioni benigne della pelle. Gli elementi trattati, invece, non tornano. Metterlo in conto prima serve a leggere correttamente il risultato nei mesi successivi, senza interpretare la comparsa di un puntino nuovo come un insuccesso del trattamento fatto su un altro.

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