Il tuo problema

Prurito insopportabile di notte

Scabbia: prurito che esplode al buio e colpisce più persone nella stessa casa.

Due elementi, messi insieme, valgono più di qualsiasi lesione osservata: il prurito peggiora drasticamente di notte, e in casa non si gratta una persona sola. Quando queste due cose coincidono, la scabbia entra fra le prime ipotesi anche prima di guardare la pelle.

È causata da un acaro microscopico che scava cunicoli negli strati superficiali della cute. Le sedi tipiche sono rivelatrici: spazi fra le dita delle mani, polsi, gomiti, ascelle, cintura, area genitale, mentre nell'adulto il viso è di regola risparmiato. Le lesioni che si vedono sono spesso soprattutto il risultato del grattamento, il che rende il quadro meno riconoscibile di quanto ci si aspetti.

Non ha niente a che vedere con l'igiene — è un equivoco che ritarda molte diagnosi e che mette a disagio i pazienti. Due cose vanno invece dette subito perché cambiano l'esito: si trattano contemporaneamente tutti i conviventi, anche chi non ha sintomi, altrimenti il ciclo ricomincia; e il prurito può continuare per settimane dopo un trattamento riuscito, perché è la reazione a ciò che resta nella pelle e non la prova che l'acaro sia ancora vivo.

Si tratta tutta la casa, anche chi non ha sintomi

È l'errore che fa fallire più trattamenti, e non è un eccesso di prudenza. Fra il contagio e la comparsa del prurito passano settimane: un convivente può già ospitare l'acaro senza accorgersene e, se non viene trattato insieme agli altri, restituisce l'infestazione a chi era guarito. Per lo stesso motivo si gestiscono nello stesso momento biancheria, lenzuola e asciugamani, secondo le indicazioni date in visita. Trattare una persona sola in una casa di quattro significa quasi sempre doverlo rifare.

Come si manifesta

  • Prurito intenso che peggiora nettamente di notte
  • Altre persone in casa con lo stesso sintomo
  • Sedi tipiche: fra le dita, polsi, gomiti, ascelle, cintura, genitali
  • Lesioni da grattamento, escoriazioni e croste
  • Talvolta piccoli cunicoli lineari visibili sulla pelle
  • Nell'adulto il viso è di regola risparmiato

Come procediamo

  1. 1Visita: distribuzione delle lesioni, andamento notturno del prurito, contesto familiare
  2. 2Conferma del quadro, con esame dermatoscopico quando utile
  3. 3Trattamento simultaneo del paziente e di tutti i conviventi
  4. 4Indicazioni su biancheria, lenzuola e oggetti condivisi
  5. 5Controllo: il prurito residuo non equivale a fallimento

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Domande frequenti

Ho fatto il trattamento ma continua a prudere: non ha funzionato?+

Nella maggior parte dei casi ha funzionato. Il prurito è una reazione dell'organismo a ciò che l'acaro ha lasciato nella pelle, e quella reazione si spegne più lentamente dell'infestazione: può proseguire per settimane pur essendo il parassita già eliminato. È importante saperlo, perché la reazione istintiva — ripetere il trattamento da soli — irrita ulteriormente la pelle e peggiora proprio il sintomo che si vuole togliere. Se il prurito persiste o ricompaiono lesioni nuove, si torna in visita invece di rifare da capo.

Come si prende?+

Per contatto cutaneo prolungato, molto più che per un contatto occasionale: convivenza, letto condiviso, rapporti stretti. La trasmissione attraverso biancheria e indumenti è possibile ma ha un ruolo minore rispetto al contatto diretto. Non c'entra il grado di pulizia della casa né quello della persona, e insistere su quel punto porta solo a ritardare la visita per imbarazzo.

Devo buttare lenzuola e vestiti?+

No. Si gestiscono con un lavaggio ad alta temperatura o isolandoli per il tempo indicato: l'acaro non sopravvive a lungo lontano dalla pelle umana. Le indicazioni precise — quali capi, quale temperatura, per quanti giorni — si danno in visita, perché dipendono da quante persone sono coinvolte e da quanto è esteso il quadro.

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