Il tuo problema

Caduta dei capelli

Capire perché cadono prima di decidere come trattarli: diradamento, caduta stagionale e alopecia.

Tricoscopia del cuoio capelluto: la sonda ingrandisce i bulbi e li mostra sullo schermo

Perdere capelli ogni giorno è normale: il capello ha un ciclo di vita, e una quota che cade fa parte del ricambio fisiologico. Il problema non è la caduta in sé, ma quando cambia il rapporto fra quello che cade e quello che ricresce. È per questo che «mi cadono i capelli» descrive situazioni molto diverse fra loro, e che la prima cosa da fare non è scegliere un prodotto: è capire quale meccanismo è in gioco.

Una distinzione utile è fra la caduta che si vede nella spazzola e il diradamento che si vede allo specchio. Nella prima il capello cade in quantità maggiore ma la densità resta, spesso in modo temporaneo e legato a un evento — una malattia, un intervento, un periodo di forte stress, il post-parto, una carenza nutrizionale — con un ritardo di alcune settimane rispetto alla causa. Nella seconda il capello non cade necessariamente di più, ma diventa più sottile e corto a ogni ciclo, e la pelle inizia a intravedersi: è un processo progressivo, spesso su base genetica e ormonale, che si manifesta in zone caratteristiche.

La valutazione tricologica serve a distinguerle. Si ricostruisce la storia clinica — da quando, con che andamento, cosa è successo nei mesi precedenti, familiarità, terapie in corso — e si osserva il cuoio capelluto, quando indicato con la tricoscopia, che permette di vedere il calibro dei capelli e lo stato dei follicoli con un ingrandimento dedicato. In alcuni casi si integrano esami ematici per verificare carenze o alterazioni che possono contribuire al quadro.

Sul risultato conviene essere precisi, perché è la parte su cui si vende di più e si promette peggio. Un follicolo attivo si può sostenere, e un diradamento preso in tempo risponde meglio; un'area in cui il follicolo non è più funzionante non si riporta indietro con una terapia medica. La differenza fra i due casi non si stabilisce a occhio né leggendo un'etichetta: si vede in visita. Ed è la ragione principale per cui aspettare «che passi da sola» prima di farsi vedere è la scelta che costa di più.

Cadono di più, o sono diventati più sottili?

Sono due problemi distinti e la risposta cambia tutto. Se cadono di più ma restano dello stesso spessore, spesso c'è un evento a monte e la situazione può rientrare quando la causa viene rimossa. Se invece la quantità che cade è simile ma i capelli si assottigliano e la pelle si intravede, il ciclo si sta accorciando e il processo è progressivo: qui il tempo lavora contro, e intervenire presto cambia il risultato. Guardare quanti capelli restano sul cuscino non basta a capire in quale dei due casi ci si trova.

Come si manifesta

  • Aumento evidente dei capelli su spazzola, cuscino o nella doccia
  • Cuoio capelluto che si intravede, soprattutto sulla riga o alle tempie
  • Capelli che diventano più sottili, corti e opachi rispetto a prima
  • Stempiature o diradamento del vertice che avanzano nel tempo
  • Caduta comparsa alcune settimane dopo un evento: parto, malattia, intervento, forte stress
  • Prurito, desquamazione o rossore del cuoio capelluto associati alla caduta

Come procediamo

  1. 1Visita tricologica: storia della caduta, andamento nel tempo, familiarità e terapie in corso
  2. 2Esame del cuoio capelluto, con tricoscopia quando indicata
  3. 3Se utile, esami ematici per verificare carenze o alterazioni che contribuiscono al quadro
  4. 4Distinzione fra caduta reattiva a un evento e diradamento progressivo
  5. 5Impostazione del percorso e controlli programmati per verificare la risposta nel tempo

Trattamenti disponibili

  • Visita tricologica
  • Tricoscopia
  • PRP per capelli
  • Mesoterapia capillare
  • Terapia topica e sistemica
  • Controlli programmati

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Domande frequenti

Quanti capelli al giorno è normale perdere?+

Una certa quota di caduta fa parte del normale ricambio, e il numero varia da persona a persona e nei diversi periodi dell'anno. Contarli serve a poco: è più indicativo notare un cambiamento rispetto alla propria abitudine — improvvisamente molti più capelli sulla spazzola, o il cuoio capelluto che si intravede dove prima non si vedeva. È il cambiamento, non il numero assoluto, che merita una valutazione.

Dopo il parto (o una malattia) mi cadono moltissimo: è definitivo?+

In genere no. Dopo un evento importante per l'organismo — un parto, una malattia con febbre, un intervento, un periodo di forte stress, una dieta molto restrittiva — una quota di capelli può entrare insieme nella fase di caduta, che si manifesta con alcune settimane di ritardo rispetto alla causa. È spesso una situazione temporanea che rientra quando la causa viene superata. Farsi vedere serve comunque a confermare che sia questo il quadro e a escludere che si sovrapponga a un diradamento progressivo.

La caduta dei capelli si può fermare?+

Dipende dal meccanismo. Una caduta reattiva a un evento tende a rientrare quando la causa viene rimossa. Un diradamento progressivo si può rallentare e, sui follicoli ancora attivi, si può lavorare sulla qualità e sulla densità del capello: quanto prima si interviene, più margine c'è. Quello che nessuna terapia medica fa è riportare capelli in un'area dove il follicolo non è più funzionante. Chi promette il contrario sta vendendo un'aspettativa, non un risultato.

Gli integratori e i prodotti da banco servono?+

Possono avere un ruolo di supporto, soprattutto quando c'è una carenza documentata da correggere. Non sostituiscono però la diagnosi: presi alla cieca rischiano di far perdere mesi proprio nella fase in cui un diradamento progressivo risponderebbe meglio. Il senso della visita è stabilire prima quale meccanismo è in gioco, e poi decidere cosa serve davvero.

Quando conviene prenotare una visita?+

Quando la caduta dura da più di qualche settimana, quando il cuoio capelluto inizia a intravedersi dove prima non si vedeva, quando i capelli si assottigliano visibilmente, quando la caduta si accompagna a prurito, rossore o desquamazione, oppure quando c'è familiarità e si vuole capire per tempo la propria situazione. Nel diradamento progressivo il fattore che pesa di più sul risultato è quando si comincia.

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